Quando il gourmet diventa etico: il segreto “green” del Ristorante Tazio

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Stagionalità dei prodotti e materia prima a km zero, acquistata rigorosamente dai piccoli produttori. Sono questi gli elementi imprescindibili alla base della filosofia del ristorante Tazio, ospitato all’interno del prestigioso hotel Anantara Palazzo Naiadi di Piazza della Repubblica a Roma.

Dei veri e propri “dogmi”, che rispecchiano la personalità e il pensiero ecologista delle due anime dietro al ristorante: lo chef Niko Sinisgalli, Ambasciatore della Cultura Enogastronomica della Basilicata e Matera 2019, e Maria Rosito, manager, sommelier e imprenditrice esperta di turismo e ristorazione.

È proprio quest’ultima che ci tiene a chiarire come questa non sia una scelta dettata dalla moda del momento, che vuole sempre più ristoratori ergersi a paladini del green, a difensori del pianeta. Lei, “fervida ecologista attenta alla sostenibilità del cibo”, come ama definirsi, l’ha presa insieme a chef Sinisgalli per motivi strettamente personali, legati alla loro terra d’origine.

Entrambi sono infatti della provincia di Matera, località famosa per i suoi prodotti buoni e genuini, da sempre utilizzati in cucina dai genitori di Maria rifornendosi direttamente dalle famiglie contadine della zona. ​​È dunque una spinta che viene dal profondo, che è insita nel suo DNA fin da bambina e che, crescendo, ha trovato conferma nel lavoro di Alice Waters, chef e attivista che negli anni ’70 ha dato vita al concetto del “from farm to table”, ovvero dal produttore al consumatore.

Grazie a questa pasionaria della filiera corta, attiva da vent’anni nel settore della ristorazione e già vincitrice di due “awards” di Charity Dinner, al ristorante Tazio di Roma il gourmet diventa etico.

E lo fa non solo proponendo piatti che uniscono sostenibilità e gusto ma utilizzando, per prepararli, i prodotti freschi e biologici del mercato Campagna Amica, nato per valorizzare la bontà e la dignità dell’agricoltura italiana.